Corso messa in esercizio e fuori esercizio delle reti di distribuzione e degli impianti di derivazione utenza

I) LEGGI E NORME CHE REGOLANO IL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE DEL GAS

PROFESSIONALITA'

  • Conoscenza delle "Leggi"
  • Conoscenza delle "Norme"
  • Applicazione delle stesse
  • Aggiornamento periodico

Nel settore impiantistico la "Professionalità" è un "obbligo di legge" (art. 1176 del Codice Civile: diligenza qualificata)

 

COMPETENZA

Il termine "competenza" deriva dal verbo latino competere, che significa andare insieme, far convergere in un medesimo punto, ossia mirare ad un obiettivo comune, coincidere e gareggiare.

Nella gestione delle reti di distribuzione del gas tutte le attività particolarmente critiche devono essere svolte da persone competenti.

In generale il termine competenza indica la capacità degli individui di combinare, in modo autonomo, tacitamente o espilicitamente e in un contesto particolare, i diversi elementi delle conoscenze e delle abilità che possiedono.

 

NORMALIZZAZIONE

Direttiva Comunitaria 98/34/ce. Procedure d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche-

ORGANISMI DI NORMALIZZAZIONE:

  • Internazionali: ISO; IEC
  • Europei: CEN, CENELEC, ETSI
  • Nazionali: UNI/CEI - DIN/DKE - NEN/NEC - BSI/BEC
  • UNI: Ente Nazionale du Unificazione cui aderiscono 14 Enti Normatori Federati

 

VALENZA GIURIDICA DELLE NORME

Norma armonizzata
Norma comunitaria, elaborata sotto mandato della Commissione Europea, nell'ambito di attuazione di una Direttiva Comunitaria. Il titolo e i riferimenti della norma sono pubblicati sulla G.U.U.E.

  • Garantisce  la "presunzione di conformità" ai "requisiti essenziali" stabiliti da una Direttiva Comunitaria.
  • Tutela l'operatore sotto il profilo penale.

Regola tecnica
Specifica tecnica resa obbligatoria "de iure o de facto" in uno stato o parte rilevante di esso (es. Lander o Regione) mediante disposizioni legislative (es. Decreti del Ministero dell'Interno per la prevenzione incendi: D.M. 12-04-1996: impianti termici > 35 kW).

 

GERARCHIA DELLE NORME

Specifica tecnica
Documento di indirizzo e di applicazione volontaria che definisce le caratteristiche tecniche e le prescrizioni applicabili a un Prodotto / Processo / Servizio.

Norma tecnica
Specifica tecnica, di applicazione volantaria, approvata da un Organismo di normalizzazione (nazionale, europeo, internazionale).

Norma cogente
Norma espressamente richiamate da una legge e, a volte, pubblicata su Gazzetta Ufficiale (es. UNI 9034 richiamata dal DM 16 aprile 2008).

  • Assicura la presunzione di conformità alla regola dell'arte e tutela l'operatore anche sotto il profilo delle responsabilità penali.

Norma "trasversale"
Norma espressamente richiamata dalla normativa cogente (es. UNI EN 969 richiamata dalla UNI 9034)

 

Legge nr. 1083 del 6 dicembre 1971

La legge fondamentale relativa alla sicurezza per l'uso domenstico e similare del gas, è la n. 1083 del 6 dicembre 1971 tuttora in vigore, la quale tra l'altro riconosce gli impianti, apparecchi e materiali realizzati secondo le norme UNI-CIG come conformi alle regole della buona tecnica per la sicurezza.
Le predette norme vengono approvate con decreto del Ministero delle Attività e Sviluppo.
(ex MAP ex MICA)

La legge 1083 del 6 dicembre 1971 ha come oggetto le "Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile" e risulta tra l'altro più severa della legge 49/90 in quanto prevede ammende o arresti fino a due anni per i trasgressori delle disposizioni contenute nella stessa legge.

REGOLE SPECIFICHE DELLA BUONA TECNICA --> art. 1: "Tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico ed usi similari devono essere realizzati secondo le regole specifiche della buona tecnica, per la salvaguardia della sicurezza".

SECONDO LA LEGGE 1083/71 LE NORME UNI-CIG SONO LE REGOLE PECIFICHE DELLA BUONA TECNICA --> ART. 3: "I materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico e l'odorizzazione del gas, di cui ai precedenti articoli, realizzati secondo le norme specifiche per la sicurezza, pubblicate dall'Ente nazionale di unificazione (UNI) in tabelle con denominazione UNI-CIG si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la sicurezza. Le predette norme dono approvate con decreto del Ministero per l'industria, il commercio e l'artigianato.

Le tabelle UNI-CIG, pur mantenendo il carattere di norme volontarie, e pertanto non costituendo regole tecniche ai sendi della legge 21 giugno 1986 nr. 317, di recepimento della direttiva CEE/83/189, conferiscono ai materiali, prodotti e impianti, costruiti secondo le stesse tabelle, presunzione di conformità alle regole della buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza

  

Nel decreto 27 marzo 2006, ai sensi dell'art. 3 della legge 1083/71 vengono allegate le seguenti norme:

Codice Civile

LIBRO IV - DELLE OBBLIGAZIONI

 

TITOLO I: DELLE OBBLIGAZIONI IN GENERALE

ART. 1176: Diligenza qualificata

Nel settore impiantistico la "Professionalità" è un "obbligo di legge"

Per professionalità si intende:

  • Conoscenza delle Leggi
  • Conoscenza delle Norme
  • Applicazione delle stesse
  • Aggiornamento periodico

 

TITOLO IX: DEI FATTI ILLECITI

ART. 2050: Responsabilità per l'esercizio di attività pericolose.

Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

Codice Penale

TITOLO III : DEL REATO

CAPO I - Del reato consumato e tentato - art. 40 "Rapporto di casualità"

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l'esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.

Non impedier un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

E' doloso quando il soggetto agisce con coscienza e volontà (rappresentazione e realizzazione dell'evento voluto da parte dell'agente).

E' colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per l'insolvenza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

Decreto Ministeriale 16 aprile 2008

(G.U. nr. 107 del 08/05/2008)
La regola tecnica per progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e linee dirette del gas naturale con densità ≤ 0,8 bar.
 
PRESSIONI DI ESERCIZIO
Normalmente le condotte per la distribuzione sono quelle di 4a 5a 6a e 7a specie, pertanto regolate dalla regola tecnica del Decreto Ministeriale del 16 aprile 2008, per pressioni fino a 0,5 MPa (5 bar)
Classificazione delle condotte:

  • MEDIA PRESSIONE:
    • condotte di 4a specie: condotte per pressione massima di esercizio (MOP) superiore a 0,15 MPa (1,5 bar) ed inferiore o uguale a 0,5 MPa (5 bar)
    • condotte di 5a specie: condotte per pressione massima di esercizio (MOP) superiore a 0,05 MPa (0,5 bar) ed inferiore o uguale a 0,15 MPa (1,5 bar)
    • condotte di 6a specie: condotte per pressione massima di esercizio (MOP) superiore a 0,004 MPa (0,04 bar) ed inferiore o uguale a 0,05 MPa (0,5 bar)
  • BASSA PRESSIONE:
    • condotte di 7a specie: condotte per pressione massima di esercizio (MOP) inferiore o uguale a 0,004 MPa (0,04 bar)

Decreto Ministeriale 23 gennaio 1971 e successive modificazioni

ATTRAVERSAMENTI FERROVIARI
Norme tecniche per gli attraversamenti e per i parallelismi di condotte e canali convoglianti liquidi e gas con ferrovie ed altre linee di trasporto
MODIFICATO con il DECRETO MINISTERIALE del 10 agosto 2004
Con la revisione trova utilizzo, con alcune limitazioni, il tubo in PE fino a 110 mm e senza saldature.

Decreto Ministeriale 24 novembre 1984

Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8.
Questo decreto è stato quasi totalmente sostituisto dal Decreto Ministerisale del 16 aprile 2008, sono rimaste in vigore solamente le tre parti relative a:

  • Impianti di distribuzione gas naturale per autoestrazione;
  • Depositi per accumulo di gas naturale;
  • Gestione dei carri bombolai.

UNI 10576

UNI 10576: Protezione delle tubazioni gas durante i lavori nel sottosuolo

Questa norma fornisce i criteri guida per l'esecuzione di lavori nel sottosuolo (nuova opera o manutenzione) interferenti con tubazioni gas interrate.

La norma UNI 10576:

  • Analizza i principali aspetti tacnico-operativi della specifica attività ed assume la funzione di guida operativa.
  • Evidenzia la necessità di una corretta collaborazione tra l'impresa che dovrà eseguire il lavoro e l'azienda proprietaria delle reti gas.

 

CRITICITA' CONDOTTE GAS EVIDENZIATE:

Ghisa grigia:

  • Limitata resistenza meccanica dei tubi agli spostamenti assiali differenziali (possibile rottura fragile).
  • Possibile mancanza di tenuta dei giunti per rotazione eccessiva oppure per sfilamento.

Ghisa sferoidale:

  • Possibile mancanza di tenuta dei giunti per rotazione eccessiva oppure per sfilamento.

Acciaio:

  • Necessità di accurata salvaguardia dei rivestimenti nelle varie tipologie possibili (rivestimento bituminoso, polietilene, nastri a freddo, resine).

Polietilene:

  • Possibili perforazioni in occasione di saggi o escavazioni.
  • Rischi derivanti dalla presenza nel letto di posa e nel materiale di rinterro di corpi appuntiti.

 

Criteri di gestione degli interventi:

  • Corretta informazione sui lavori.
  • Consultare la cartografia disponibile presso gli Enti.
  • Contatti con le amministrazioni.
  • Anche per interventi che debbano svolgersi con estrema urgenza si raccomanda in ogni caso l'impiego dei criteri generali di buona tecnica.
  • Nel caso di danneggiamenti, si raccomanda agli operatori terzi la tempestiva comunicazione all'Ente gestore del servizio gas (Pronto Intervento).

 

Interventi realizzati da operatori terzi:

  • Prima di effettuare qualsiasi tipo di intervento gli operatori terzi a ciò preposti o autorizzati devono garantire la comunicazione all'ente gestore del servizio gas secondo quanto indicato all'inizio del 6.1 e comunque un preliminare avviso di tipo telefonico.
  • In tale contesto sono utilizzabili sistemi di ricezione telefonica multiservizio.

 

Criteri per la realizzazione degli scavi interferenti:

  • Sistemi di indagine per verifiche della tipologia e del numero dei servizi interrati e della qualità dei terreni (assaggi)
  • Sostegno delle pareti dello scavo
  • Utilizzo di mezzi meccanici
  • Comportamento degli operatori duranti gli scavi
  • Deposito di materiali su zone interessanti tubazioni gas

Si raccomanda di svolgere l'esecuzione degli assaggi con particolare attenzione per evitare il rischio di danneggiamento delle tubazioni gas interrate, tale rischio si riduce con l'impiego di idonee segnalazioni interrate all'atto della posa delle tubazioni.

Premesso che lo scavo di assaggio è da considerare tecnica comunque necessaria, si raccomandano le seguenti cautele operative al fine di evitare danneggiameni alle tubazioni gas.

Le dimensioni dello scavo di assaggio devono essere limitate allo stretto necessario che consenta l'individuazione dei servizi interrati preesistenti.

Nell'esecuione dello scavo di assaggio è consentito l'uso di mezzi meccanici solo per l'eventuale asportazione degli strati della pavimetazione e del relativo cassonetto;  oltre tale profondità è consentito solo lo scavo a mano.

 

Comportamento degli operatori:

  • Nel corso delle operazioni di scavo gli operatori devono prestare la massima attenzione per evitare danneggiamenti alle tubazioni gas ed ai loro eventuali rivestimenti.
  • Tutte le tubazioni gas messe a nudo all'interno degli scavi non devono essere in nessun modo dollecitate: deve pertanto essere evitato il loro utilizzo come passerelle, punti di ancoraggio a sostegno di altre strutture, ecc.
  • L'uso di fiamme libere o di appercchiature ed utensili generanti scintillii nelle immediate vicinanze delle tubazioni gas è ammesso solo dopo avere adeguatamente accertato l'assenza di gas nello scavo.

 

Comportamento degli operatori in caso di dispersione gas:

Se viene constatata la presenza di gas, qualsiasi operazione nello scavo ed il funzionamento di apparecchiature meccaniche in prossimità dello scavo devono essere interrotti immediatamente, deve essere evaquato lo scavo e la zona circostante deve essere presidiata fino all'arrivo del personale dell'ente gestore del servizio gas, immediatamente avvisato, competente per la riparazione.

E' opportuno che i distributori comunichino alle imprese ed Enti operanti sul territorio, in maniera chiara ed inconfutabile, i recapiti del pronto intervento GAS.

II) CARATTERISTICHE FISICHE E CHIMICHE DEI GAS

Il gas naturale o METANO

 

Il gas naturale o METANO:

  • è composto quasi esclusivamente da metano;
  • è inodore, insapore e non è tossico;
  • ai fini della sicurezza viene odorizzato dall'azienda distributrice.

La sua formula chimica è CH4 [un atomo di carbonio (C) e 4 atomi di idrogeno (H)

 

COMPORTAMENTO:
Il gas naturale essendo più leggero dell'aria tende a salire verso l'alto e pertanto ha bisogno di poter sfogare verso l'alto.

 

CARATTERISTICHE FISICHE:

  • PCS (Potere calorifico superiore)= 9.129 kCal/Sm³ (Propano= 24.320 - Aria propanata= 12.000) - SMC= Standard metro cubo
  • PCI (Potere calorifico inferione)= 8.573 kCal/Sm³ (Propano= 22.340)
  • Densità= 0,5545 (Aria= 1 - Propano= 1,5617)
  • Massa specifica= 0,7174 kg/m³ (Aria= 1,293 - Propano= 1,5617)
  • Temperatura di accensione= 540 °C

LIMITE DI ESPLOSIVITA'

 

SCALE GAS

 

Il GPL

Il GPL:

  • E' composto da miscele variabili di Propano e Butano
  • Ha un suo odore caratteristico derivante dalla distillazione del petrolio, ad integrazione dovrebbe essere odorizzato in raffineria o dall'azienda di distribuzione

La formula chimica del Propano è C3H8

La formula chimica del Butano è C4H10

 

COMPORTAMENTO:
Il GPL essendo più pesante dell'aria tende a scendere e a ristagnare verso il basso.va all'innesco.
Lo scavo deve essere aerato (aspiratori) e si deve limitare il transito ed il passaggio nelle vicinanze della fuoriuscita, bagnare le superfici di transito può essere una azione preventi.

 

CARATTERISTICHE FISICHE:

  • Massa Propano= 2,005 kg/m³
  • Massa Butano= 2,7 kg/m³
  • Propano PCS= 24.320 kCal/Sm³
  • Butano PCS= 32.060 kCal/Sm³
  • Propano PCI= 22.340 kCal/Sm³
  • Butano PCI= 29159 kCal/Sm³
  • Densità= 0,5545 (Aria=1 - Propano= 1,5617)
  • Temperatura di accensione Propano= 450 °C
  • Temperatura di accensione Butano= 385 °C

 

LIMITI DI ESPLOSIVITA' DEI GPL

 

SCALE GAS

 

L'aria

L'aria è una miscela gassosa formata da AZOTO (gas inerte che non prende parte alla combustione, è presente nella composizione dell'aria per il 79% del volume) e OSSIGENO (elemento indispensabile alla combuztione, presente nella composizione dell'aria per il restante 21%).
L'aria è usata allo stato gassoso come comburente per tutti i processi di combustione.
Compressa in bombole può essere utilizzata per vari impieghi, ad esempio per l'avviamento dei motori.
Viene utilizzata per strumentazioni o azionamenti pneumatici, utili in ambienti esplosivi ove l'uso di apparecchiature antideflagranti può diventare difficile o oneroso.
 
CARATTERISTICHE FISICHE:

  • Densità a 0 °C= 1 E' il riferimento per stabilire la densità relativa degli altri gas
  • Nassa= 1,2928 kg/m³
  • Liquefazione a pressione atmosferica= -194,35 °C
  • Infiammabilità= comburente per altri gas
  • Tossicità= nulla in condizioni normali
  • Solubilità= in acqua a temperatura ambiente
  • Corrosione= in presenza di umidità provoca dfenomeni di ossidazione su molti metalli

L'ossigeno

L'ossigeno è un gas incolore, inodore indispensabile alla respirazione ed alla combustione, a reazione ossidante.
Prodotto mediante liquefazione dell'aria, può essere trasportato sia allo stato gassoso in bombole sotto pressione che allo stato liquefatto in contenitori a bassa temperatura.
L'ossigeno è utilizzato industrialmente per aumentare la temperatura di combustione in molti processi quali: saldatura di metalli, siderurgia, vetreria.
CARATTERISTICHE FISICHE

  • Simbolo chimico= O
  • Densità relativa a 0°C= 1,10
  • Massa= 1,4289 kg/m³
  • Liquefazione= 50,43 bar a 118,574 °C
  • Liquefazione a pressione atmosferica= -182,97 °C
  • Infiammabilità= comburente ottimale
  • Reazioni= provoca reazioni esplosive a contatto con oli e grassi
  • Pericolosità= ustionante allo stato liquido
  • Tossicità= nessuna a pressione atmosferica e in concentrazione tra 17-75%
  • Solubilità= moderatamente solubile in acqua
  • Corrosione= non corrosivo a pressione ottimale

L'azoto

L'azoto è un gas incolore, inodore, ininfiammabile, chimicamente assai stabile.
Viene prodotto attraverso il processo di liquefazione dell'aria e successiva distillazione.
Non è tossico,  ma l'aumento della sua concentrazione nell'aria provoca vertigini, mal di testa, formicolio alle estremità della mani e dei piedi, difficoltà nella parola, difficoltà nell'eseguire lavori fisici, diminuizione della sensibilità.
E' impiegato nella realizzazione di atmosfere inerti in metallurgia e petrolchimica, conservazione della frutta e dei vegetali, riempimento con altri gas delle lampade elettriche, spegnimento di incendi in maniera come sorgente di freddo (allo stato liquido).
 
CARATTERISTICHE FISICHE:

  • Simbolo chimico: N
  • Densità relativa a 0°C= 0,97
  • Massa= 1,25
  • Liquefazione= 33,999 bar a -146,95°C
  • Infiammabilità= non infiammabile
  • Pericolosità= liquefatto può provocare ustioni da freddo
  • Tossicità= non tossico, asfissiante ad alte concentrazioni
  • Solubilità= scarsa in acqua
  • Corrosione= non corrosivo

Stratificazione dei gas all'interno delle tubazioni

Stratificazione teorica all'interno delle condotte

 

Stratificazione miscele teoriche all'interno delle condotte

 

Moto ideale e desiderato

 

Moto ideale e desiderato (lineare)

 

Moto indesiderato (turbolento)

Questo moto crea miscele e sacche inopportune

La combustione

La combustione è il processo chimico di ossidazione, tra una sostanza combustibile ed una comburente, che ha come effetto la produzione di calore. Affinchè si possa verificare la combustione è necessario che il combustibile ed il comburente si miscelino in rapporti adeguati; tale rapporto è definito campo di infiammabilità.

 

Triangolo della combustione

  • Presenza di ossigeno in quntità opportuna (comburente);
  • Presenza di combustibile a determinata concentrazione;
  • Temperatura opportuna fornita da una sorgente di calore o di accensione.

 

Sorgenti di innesco della combustione

  • Accensione diretta: fiamma, scintilla, materiale incandescente che entra in contatto con il combustibile (taglio e saldatura, fiammiferi, mozziconi di sigaretta)
  • Accensione indiretta: quando il calore di innesco avviene nella forma della convenzione (propagazione attraverso parti metalliche)
  • Attrito: calore prodotto dallo sfregamento di due materiali (malfunzionamento parti rotanti, motori, urti, rottura violenta parti metalliche, sfregamento pietre)
  • Autocombustione o riscaldamento spontaneo: calore prodotto dallo stesso combustibile (lenti processi di ossidazione)

 

Limite inferiore di esplosività (L.I.E.)

Per i gas infiammabili è il valore minimo percentuale di miscelazione con l'aria al di sotto del quale non può avere luogo la propagazione della fiamma, questo nonostante la presenza di una fonte di accensione. Al di sopra di questo valore la miscela aria - gas è in grado di accendersi ed autoalimentarsi perché compresa nel campo di infiammabilità.

 

Limite superiore di esplosività (L.S.E.)

Per i gas infiammabili è il valore massimo percentuale di miscelazione con l'aria al di sotto del quale la miscela è contenuta nel campo d'infiammabilità e quindi suscettibile di accendersi a contatto con una fonte di innesco e al di sopra del quale, in linea puramente teorica, non può aver luogo la propagazione della fiamma per povertà del comburente (miscela sovrassatura).

 

Temperature di accensione e limiti di esplosività

Tipo di gas L.I.E. L.S.E. Temp. accensione °C
Gas illuminante 5,3 31,0  
Benzina 1,2 6,0 555
Acetone 2,5 13,0 540
Toluolo 1,2 7,0 535
Esano 1,2 7,4 240
Pentano 1,4 7,8 285
Butano 1,8 8,5 385
Propano 2,2 9,5 450
CO 12,5 74,2 605
H2 4,0 75,6 560
Metano 5 15 540
Acetilene 1,5 1,5 80,5 310

La pressione

Si definisce come pressione di un gas la forza esercitata perpendicolarmente sull'unità di superficie della parete del recipiente che lo contiene. La teoria cinetica ha dimostrato che questa forza è dovuta agli urti subiti dalla parete del recipiente da parte delle molecole gassose in movimento.

L'unità di misura della pressione è il Newton al metro quadro [N/m²] ribattezzate Pascal [Pa] nel Sistema Internazionale [S.I.], la quale però risulta un'unità di misura molto piccola e pertano vengono normalmente utilizzati i suoi multipli:

  • megapascal = MPa = 106 Pa
  • chilopascal = kPa = 103 Pa

La pressione è espressa anche in Bar; la formula che lega i Bar con i Pascal è: 1 mBar = 100 Pa ovvero 1 bar = 100kPa

  

Rischi connessi alla presenza di sostaze combustibili

Sovrapressioni da esplosioni

  • Esplosioni confinate --> fino a 8 bar
  • Esplosioni non confinate:
    • al centro della nube --> fino a 1 bar
    • ai bordi della nube --> fino a 0,7 bar


Pressioni tipiche di cedimento strutture:

  • Vetri di finestre --> 20-70 mbar
  • Porte di camere --> 20-30 mbar
  • Muri divisori leggeri --> 20-50 mbar
  • Muri di mattoni semplici --> 20-150 mbar


Conseguenze possibili delle esplosioni sull'uomo:

  • Lesioni reversibili --> 0,03 bar
  • Danni ai timpani --> oltre 0,17 bar
  • Danni ai polmoni --> oltre 0,35 bar
  • Mortalità del 50% --> oltre 1,4 bar


Classificazioni degli incendi:

  • Classe A --> incendi di materiali solidi
  • Classe B --> incendi di liquidi infiammabili
  • Classe C --> incendi di gas infiammabili
  • Classe D --> incendi di metalli combustibili


Estintori:

Gli estintori possono essere carrellati o portatili di cui:

  • ad acqua (in disuso)
  • a schiuma (liquidi infiammabili)
  • a polvere (liquidi infiammabili ed impianti elettrici)
  • ad anidride carbonica (apparecchi elettrici)

Elementi di rischio e precauzioni

Soggetti e beni a rischio

  • Vita e salute delle persone;
  • Beni;
  • Sicurezza e continuità del servizio.

 

Elementi di rischio e precauzioni

Delimitazione dei cantieri

L'area interessata da:

  • scavi;
  • depositi di materiali necessari per i lavori
  • attrezzature
  • macchine operatrici compreso il loro raggio di azione

deve essere delimitato con sbarramenti di sicurezza e con un sistema di segnalamento temporaneo realizzato con l'impiego di segnali, in modo che sia garantita sempre la sicurezza di circolazione.

 

Contrastare il rischio incendi

Azioni attive di prevenzione

  • Cartelli di presegnalamento;
  • Limitazioni e limitatori di velocità;
  • Segnai mobili di protezione;
  • Limitazioni o deviazioni del traffico.

Azioni passive di protezione

  • Barriere di protezione.

 

Sicurezza di chi lavora

Oltre a garantire la sicurezza a chi guida ed ai cittadini in generale, si deve operare affinché i  lavoratori presenti nel cantiere operino nelle condizioni di sicurezza più alte possibili; per questo si ricorda che questi devono utilizzare indumenti ad alta visibilità di classe 3 o 2 (conformi al Decreto Ministeriale del 9 giugno  1995 o alla norma UNI EN 471).

 

Fattori di innesco esterni

I fattori di innesco esterni possono essere:

  • Scintillio per sfregamento e abrasione
  • Fiamme libere
  • Dispersioni di correnti o scariche elettriche (elettrostaticità)
  • Elevate temperature (scarichi marmitte catalitiche)

III) SISTEMI DI INTERCETTAZIONE DEL FLUSSO

Per quanto concerne la manutenzione delle condotte in gas non esiste una norma nazionale che renda uniformi le procedure di intervento
Queste vengono realizzate secondo procedure aziendali, che normalmente ogni azienda adotta nella propria gestionr, normalmente sono basate sulle esperienza storicamente acquisite.
Le procedure descritte pertanto devono essere considerate come il risultato di metodi storicamente consolidati es aggionati con le nuove tecnologie e apparecchiature che l'industria mette a disposizione.

RESPONSABILITA'
Normalmente lle operazioniidi intervento in gas, comprese quelle di intercettazione del flusso del gas, vengono eseguite da personale specificatamente addestrato dipendente dalle aziende di distribuzione; in alternativa, se esguite da personale esterno, la responsabilità dell'intervento rimane in capo al distributore.
Queste operazioni oltre ad una elevata professionalità es esperienza operativa, richiedono anche uina perfetta conoscenza delle geometrie ed architetture di rete in quanto errate manovre possono compromettere in maniera particolarmente pesante la continuità del servizio ma soprattutto la sicurezza dei cittadini e degli operatori.
Vi è comunque da parte dei distributori di gas una predisposizione, anche se molto cautrelativa, ad affidare questi interventi anche ad aziende esterne --> La legge sulla liberalizzazione del mercato del gas porta sempre più le società alla ricerca di mercati esterni al suo campo territoriale di azione e pertanto quanto citato sopra è sicuramente destinato ad estendersi.
 

Interventi su reti in esercizio

Nella distribuzione del gas occorrono particolari attenzioni soprattutto per:

  • la progettazione dell'intervento
  • l'organizzazione dell'intervento
  • la realizzazione dell'intervento

Le tecniche di intervento sulla condotta in alcuni casi, per quanto applicabili, possono essere utilizzate anche su condotte diverse da quelle utilizzate per il trasporto di gas.
Le attrezzature ed eventuali pezzi speciali dovranno essere idonee al fluido trasportato dalla condotta sulla quale si deve intervenire.
Gli interventi più critici per i quali deve essere attentamente valutato ogni elemento della gestione operativa, dall'architettura di rete e tipologia di cliente finale allacciato sono quelli su impianto in esercizio, attivo, alimentato per il normale trasferimento del gas necessario al funzionamento degli apparecchi installati presso ogni singolo cliente finale.
 
Esempi di casi in cui è necessario intervenire su condotte in esercizio:

  • Situazioni di emergenza ed elevate criticità per riparazioni provvisorie o definitive
  • Raccordo tra più tubazioni
  • Riparazioni definitive, programmate, riguardanti la sostituzione di tronchi di condotta danneggiati difettosi
  • Sostituzione di valvole, raccordi o accessori costituenti la condotta
  • Realizzazione di nuove derivazioni

Le tecniche impiegate per l'intercettazione del flusso del gas cambiano radicalmente in base ai materiali con cui sono realizzate le condotte ed alle pressioni di esercizio delle condotte sulle quali si deve operare.
Le pressioni minime che devono essere garantite in caso di interventi sulla rete sono:

  • 4a - 5a - 6a specie: il massimo possibile compatibilmente con il tipo di strumenti di cui si è in possesso per l'intercettazione, i consumi tipici del periodo ed il tipo di utenze allacciate (industriali, civili, commerciali). In occasione di lavori su reti in media pressione è necessario il valore della pressione in rete sia comunque tale da consentire di lavorare in condizioni di sicurezza.
  • 7a specie: La norma UNI EN 437 prevede che il valore di pressione di funzionamento degli apparecchi sia:
    • METANO: compreso tra un minimo di 17 mBar ed un massimo di 25 mBar, con un valore ideale di pressione di funzionamento di c.a 20 mBar
    • GPL: compreso tra un minimo di 25 mBar ed un massimo di 35 mBar, con un valore ideale di pressione di funzionamento di c.a 29 mBar

Deve essere attentamente valutata l'esigenza di mantenere la continuità del servizio ai clienti finali (vedi la linea guida sulle emergenze da gas combustibile) mediante:

  • reti magliate:

La conoscenza dell'architettura di rete, ove ne esistano le condizioni, consente di poter eseguire le lavorazioni senza la realizzazione di interventi accessori per il mantenimento del servizio agli utenti.

  • by-pass:

Il by pass deve essere realizzato:

  • sicuramente se si opera su reti in antenna
  • su reti magliate nel caso in cui le reti rimaste in esercizio non siano sufficienti a garantire le normali condizioni di esercizio degli impianti e di funzionamento degli apparecchi installati presso i clienti finali.

La lunghezza del by-pass è determinata dalla lunghezza del tronco interessato, che deve essere comunque  il più corto possibile.
Il diametro del by-pass è determinato dalla portata che deve garantire tenendo conto delle condizioni oggettive in cui viene eseguito in particolare stagione, condizioni climatiche, orario della giornata.

  • carri bombolai / bombole

Tale alimentazione provvisoria può essere realizzata singolarmente, ad esempio con bombole, in particolare quando il tempo dell'intervento è limitato nel tempo e le utenze hanno una bassa concentrazione sul territorio.

Attenzione: non sempre sono reperibili e disponibili bombole di gas metano, pertanto teli soluzioni devono essere adeguatamente programmate, è consigliabile fare eseguire le modifiche eventualmente necessarie degli impianti interni da installatori abilitati, lettera "e" della 37/08 già 46/90.
Può essere realizzata in maniera autonoma ed indipendente, ad esempio con carri bombolai, in particolare quando òl'intervento sulla rete interesssa un gruppo di utenti o un intero distretto.

Attenzione: collegamenti di questo tipo comportano normalmente l'immissione in rete di gas NON odorizzato.

  • altri sistemi

Organizzazione preliminare

RIDUZIONE DELLA PRESSIONE
In occasione di lavori su reti in media pressione è necessario che la stessa venga abbassata a valori tali da consentire di lavorare in condizioni di sicurezza.
CONTROLLO DELLA PRESSIONE
Durante tutto il tempo di durata del lavoro dovrà essere effettuato un controllo continuo delle pressioni, tale controllo viene realizzato tramite manometri installati preventivamente a monte del punto in cui viene realizzata l'intercettazione.
SPURGHI (TUBI DI VENTILAZIONE)
Ove già non esista, realizzazione di un nuovo spurgo in prossimità degli organi di intercettazione afferenti a ciascun punto di sezionamento.
Se esistente, prima dell'inizio dell'intervento si deve verificare il loro stato affinchè sia garantito il buon funzionamento.
  

Dispositvi di intercettazione

I dispositivi di intercettazione hanno lo scopo di arrestare il flusso e impedire la presenza di gas nella zona di intervento.

I dispositivi di intercettazione vengono messi in opera dopo aver provveduto ad abbassare le pressioni, ove possibile, scaricando il tratto di condotta interessato in condotte con pressione di esercizio minore, oppure eseguendo manovre sulla rete per abbassarla adottando tutte le cautele e le precauzioni in materia di sicurezza.

Dopo aver installato i dispositivi di otturazione si dovrà procedere al controllo della loro tenuta, attraverso i tubi di sfiato, o altri dispositivi, precedentemente collocati in adeguate posizioni. In caso di intercettazione con palloni otturatori è consigliabile l'utilizzo  di due palloni per lato di inrtervento per garantire una doppia sicurezza.

Palloni otturatori

PALLONI OTTURATORI LEGGERI

Sono generalmente costituiti da una camera d'aria in fodera di poliestere resinato antiscivolo montato su un codolo flessibile con un terminale, su questo sono installati mediante attacco rapido un rubinetto di intercettazione ed un manometro.

Gli otturatori leggeri sono da usare con discrezione a causa della fuoriuscita di gas durante l'installazione.

Installazione: dopo aver provveduto a saldare sulla condotta un apposito collare elettrosaldabile e provveduto alla sua messa a terra, si esegue la foratura della condotta e quindi l'inserimento del pallone otturatore. Il gonfiaggio del pallone otturatore avviene mediante apposita pompa azionata dall'operatore alla pressione di utilizzo indicata dal costruttore, necessaria a contrastare la spinta del gas. La tenuta, affinchè non fuoriesca gas dalla condotta viene assicurata da un tappo conico.

E' consigliabile limitare l'utilizzo dei palloni otturatori di tipo leggero su condotte con pressioni di esercizio ≤ 40 mBar (4 kPa) 7a specie

Dopo aver provveduto a sfiatare la parte di condotta oggetto dell'intercettazione ci si dovrebbe ritrovare nella condizione sotto riportata.

PALLONI OTTURATORI PESANTI

Sono generalmente costituiti da due camere d'aria: una interna in elastometro ultrasottile ed una esterna ad elevata elasticità montate su una fodera in poliestere resinato antiscivolo, analogamente all'otturatore leggero è montato su un codolo flessibile con un terminale, su questo sono installati mediante attacco rapido un rubinetto di intercettazione ed un manometro.

Avendo caratteristiche costruttive diverse rispetto all'otturatore leggero, necessitano, per essere introdotti all'interno della tubazione, di collari elettrosaldabili con fori più ampi, normalmente ≥ 50 mm per agevolare l'introduzione.

Hanno pressioni di gonfiaggio più elevate ed anche per questo garantiscono una maggiore tenuta alla spinta del gas. Non deve essere comunque superate le pressioni di gonfiaggio prescritte dal costruttore.

Sono disponibili in tutta la gamma di diametri commerciali, i costruttori indicano prestazioni variabili, precauzionalmente, salvo indicazioni specifiche è opportuno non superare pressioni di esercizio della rete superiori a 100 mBar (gasdotti in acciaio o ghisa) o 0,5 Bar per PE. Possono essere utilizzati anche su reti con pressioni maggiori se certificati dai produttori.

Anche per la serie pesante la tenuta dei palloni dipende MOLTO dalle condizioni interne della condotta.

Schiacciatubi per polietilene

L'utilizzo del PE si traduce anche dal punto di vista della manutenzione in immediati vantaggi, come ad esempio la possibilità di intercettare il flusso, anche con pressioni elevate utilizzando la tecnica dello schiacciatubi ovvero:

  • comprovata efficacia
  • semplicità operativa (entro certi diametri)

E' obbligatorio eseguire lo squeeze-off ad una distanza NON inferiore a:

  • 3 diametri dai giunti
  • 6 diametri da un precedente schiacciamento

secondo quanto esplicitato al punto 5.4.2. della UNI EN 12007-2:2000

squeeze offEssendo stati presenti in commercio diversi tipi di condotte in PE con caratteristiche del materiale molto differenti e talvolta di bassa qualità, al fine di poter eseguirte l'operazione senza alterare le caratteristiche del materiale costituente la condotta è opportuno accertarne l'idoneità secondo quanto prescritto dalla norma UNI EN 12106 (metodo di prova per la resistenza alla pressione interna dopo applicazione di schiacciamento - maggio 2009)
Si consiglia pertanto di indicare questa caratteristica nelle specifiche tecniche di acquisto/approvvigionamento. Sulle condotte esistenti e/o datate eseguire test e ricavare campioni sui singoli lotti di fornitura.

Questa tecnica derivata dall'esperienza inglese è conosciuta con il neologismo "squeeze-off".

Lo schiacciamento del tubo riduce la sezione utile di passagigo per il fluido, in particolare si arriva a realizzare la "perfetta" tenuta portando a contatto le superfici interne del tubo stesso.

 squeeze off - perfetta tenuta 

Possono essere di tipo manuale fino a 63 mm, mentre per i diametri maggiori sono normalmente di tipo idraulico. La gamma delle schiacciatubi, manuali o idrauliche, copre la fascia di diametri da DE32 a DE400, con costi decisamente elevati per diametri oltre 180 mm.

 schiacciatubi per polietilene  

La schiacciatubi manuale è composta da due cilindri, uno mobile ed uno fisso che vengono avvicinati dall'azione di una vite, fino alla posizione di schiacciamento predefinita dal fine corsa.

schiacciatubi pe manuale

Un aspetto di fondamentale importanza è caratterizzato dai fine corsa, i quali dovranno essere calibrati in funzione dello spessore nominale del tubo sul quale viene effettuato l'intervento; in particolare le norme di buona tecnica (UNI EN 12106) indicano che gli appositi fermi (dime) in dotazione alla schiacciatubi dovranno garantire una distanza finale tra le due barre di schiacciamento:

  • non minore dell'80% del doppio dello spessore nominale del tubo per DN ≤ 250 mm
  • non minore del 90% del doppio dello spessore nominale del tubo per DN > 250 mm

Terminato l'intervento, il tubo dovrà essere opportunamente segnalato ad esempio applicando nastro adesivo colorato, in corrispondenza del punto o dei punti in cui è avvenuto lo schiacciamento; tale accorgimento servirà per evitare di effettuare ulteriori schiacciamenti nella stessa posizione. E' inoltre opportuno aggiornare le cartografie di rete indicando i punti in cui sono stati eseguiti degli squeeze-off.

Eventuali futuri schiacciamenti in prossimità di quelli eseguiti dovranno eseguirsi ad almeno 6 diametri di distanza dagli stessi.

DATI DERIVANTI DALL'ESPERIENZA OPERATIVA SU TUBI GAS PE63/PE80:

  • Ritorno alla circolarità compreso tra il 50% e l'85% già entro la prima ora successiva allo schiacciamento (ove possibile lasciare aperto lo scavo per favorire questo aspetto oppure utilizzare un "riarrotondatore").
  • SDR11 (DN ≤ 90 mm) e SDR 17,6 con pressioni di esercizio fino a 1,5 Bar: tenuta pneumatica assoluta per condotte aventi DN ≤ 180 mm ed ottima tenuta per condotte con Dn compreso tra 200 e 400 mm, con trafilamenti lievi, sempre minori di 0,1 m³/h.
  • Assenza di rotture per i campioni sottoposti a test di resistenza allo stress cracking (ESCR) a 80°C e con durata di 1.000 ore.
  • Esito sempre positivo delle prove di invecchiamento precoce, di trazione e di scoppio.

Macchina tamponatrice

La macchina tamponatrice è un sistema di intercettazione del flusso gas che consente l'esecuzione di interventi di manutenzione, senza fuoriuscita di gas, su tubazione esercite in B.P e M.P. garantendo la continuità di erogazione.

macchina tamponatrice



  


  

Comparazione sistemi di intercettazione del flusso

  PRO CONTRO
PALLONI
OTTURATORI
LEGGERI
  • Buona tenuta idraulica
  • Facilità di inserzione
  • Costi limitati delle attrezzature
  • Costi limitati delle opere edili necessarie
  • Necessità di variare il pallone al variare del SDR della tubazione
  • Utilizzo limitato alle pressioni di esercizio < 40 mBar
  • Difficile applicazione sui piccoli diametri (< 90 mm)
  • Necessità di inserire pezzi speciali per la chiusura dei fori
  • Fuoriuscita temporanea di gas ad inizio e termine operazione
  • Possibilità di scoppio dei palloni durante il gonfiaggio
  • Tendenza a muoversi sotto l'azione della pressione all'interno della tubazione
  • Messa a terra dei collari per scaricare le correnti elettrostatiche accumulate
PALLONI
OTTURATORI
PESANTI
  • Buona tenuta idraulica
  • Buona aderenza all'interno della tubazione
  • Costi accettabili
  • Scarsa influenza sulla struttura delle tubazioni in PE, comprese qulle di vecchia posa
  • Necessità di variare il pallone al variare del SDR della tubazione (ad esclusione dei palloni multidiametro di nuova generazione)
  • Uso limitato alle pressioni di esercizio < 100 mBar
  • Necessità di eseguire fori di grande diametro sulle tubazioni
  • Difficile applicazione sui piccoli diametri (< 90 mm)
  • Necessità di inserire pezzi speciali per la chiusura dei fori
  • Fuoriuscita temporanea di gas ad inizio e termine operazione
  • Possibilità di scoppio dei palloni durante il gonfiaggio
  • Messa a terra dei collari per scaricare le correnti elettrostatiche accumulate
SCHIACCIATUBI
  • Ottima tenuta idraulica on tutto il campo della MP
  • Velocità di esecuzione
  • Elevati livelli di sicurezza per gli operatori
  • Assenza di fori e/o pezzi speciali sulla tubazione
  • Costi relativi solamente alle attrezzature
  • Scarsa necessità di manutenzione della attrezzature
  • Nessun problema con eventuali correnti statiche accumulate lungo la tubazione
  • Ampio campo di impiego (Ø20 - Ø400 mm)
     
  • Operazione non ripetibile
  • Dubbi sull'applicabilità su reti PE datate
  • Sezioni di scavo maggiorate (per Ø > 180 mm)
  • Disponibilità attrezzature standard per tubi fino a Ø400 mm
  • Peso elevato delle attrezzature per diametri > 180 mm
  • Costi elevati per le attrezzature per diametri > 180 mm
  • Necessità di colloco di schiacciatubi in serie per MP
MACCHINA
TAMPONATRICE
  • Assoluta tenuta sulla condotta, di qualsiasi materiale anche ad elevate pressioni di esercizio (5-10 Bar)
  • Esecuzione dell'intervento senza alcuna fuoriuscita di gas
  • Possibilità di realizzare by-pass di dimensioni importanti allacciandosi direttamente al corpo della macchina, evitando pertanto altri scavi e/o saldatura di raccordi sulla condotta
  • Macchine ed accessori di nuova generazione consentono di poter utilizzare tali apparecchiature anche su condotte in PE senza comprometterne l'efficenza, future e possibili estensioni dell'uso del PE verso i 10 Bar di pressione la renderanno indispensabile.
  • Necessità di avere macchine ed accessori diversi al variare di materiale e diametro
  • Indispensabile una comprovata competenza e manualità degli operatori, ottenibile solo con una elevata frequenza di operazioni nel tempo
  • Costi delle macchine relativamente elevati, diventa difficile poter avere un parco macchine ed accessori adeguato alla esigenze, in particolare per chi ha reti limitate o varietà di diametri e materiali.
  • Ancora non disponibili macchine per tutti i diametri di PE presenti nel parco reti.

 

Non esistendo una normazione nazionale è sempre opportuno, in caso di utilizzo di palloni otturatori o sciacciatubi, prevedere un doppio schiacciamento per lato (esclusa la B.P.); le macchine tamponatrici garantiscono invece una tenuta assoluta anche fino a 10 Bar.

METODOLOGIE DI INTERCETTAZIONE DEL FLUSSO GAS IN CONDOTTE IN PE

  Pressioni di esercizio Diametri consigliati
Pallone otturatore leggero 0 - 40 mBar 50 - 500 mm
Pallone otturatore pesante 0 - 100 mBar 125 - 500 mm
Schiacciatubi 0 - 5 Bar 32 - 400 mm

Prevenzione contro le correnti elettrostatiche sui tubi in PE

Il passaggioni fluidi NON conduttivi all'interno delle condotte in PE provoaca l'accumulo di cariche elettrostatiche.

Il tubo in PE si comporta come un condensatore, accumulando sulle pareti interne della condotta cariche elettrostatiche determinate non solo dal passaggio dei fluidi, ma anche dal pulviscolo che nelle condotte gas è sempre in movimento.

Le cariche accumulate pertanto tendono a scaricarsi quando si eseguono delle operazioni che possono portare verso le pareti interne materiali metallici o corpi conduttori che possono chiudere il circuito verso terra o verso corpi con potenziale diverso.

In occasione di interventi di manutenzione, in particolare la foratura ed inserimento degli otturatori è necessario adottare tutti i provvedimenti necessari ad evitare la scarica verso terra delle cariche elettrostatiche accumulatesi nella condotta nel periodo di esercizio.

E' necessario pertanto scaricare verso terra con un adeguato collegamento le correnti elettrostatiche eventualmente presenti. La tecnica di prevenzione consiste nella messa a terra del tubo mediante una treccia di cotone inumidita con una puntazza per aumentare la capacità ricettiva oppure è possibile utilizzare una treccia di rame, opportunamente collegata verso terra con una puntazza, che inserita adeguatamente nel terreno chiuda in maniera sicura il circuito verso terra e scarichi le cariche localmente accumulate.

 Esempio di collegamento a terra di una condotta durante l'intervento 

E' importante:

  • che questa operazione sia effettuata prima di eseguire qualsiasi intervento sulla condotta;
  • che la treccia rimanga collegata per tutta la durata dell'intervento e, se di cotone, sia controllata e mantenuta umida bagnandola;
  • tenere presente che questa tecnica di prevenzione neutralizza temporaneamente e localmente le scariche elerttriche sulla parete esterna del tubo
  • sapere che quando la treccia viene rimossa il carico elettrostatico si rigenera anche senza il passaggio di fluidi all'interno del tubo.

IV) PROCEDURE E SISTEMI PER LO SPURGO DELLE CONDOTTE

Lo spurgo delle condotte è l'operazione per mezzo della quale le condotte di gas si mettono in esercizio o, qualora si trovassero in tale situazione, fuori servizio.

Lo spurgo delle condotte gas può esserte realizzata in tre modi diversi:

  1. spurgo diretto: si realizza mettendo in contatto il gas con l'aria all'interno della tubazione.
  2. spurgo indiretto: il gas e l'aria non vengono in contatto all'interno della tubazione perché precedentemente sostituiti con gas inerte (azoto o anidride carbonica).
  3. spurgo con tampone (raschiatore): tra il gas e l'aria si interpone un tampone (sacca) di gas inerte all'interno della tubazione.

 a prescindere dalla tipologia di spurgo, essendo difficile modulare il flusso attraverso gli organi di intercettazione di linea è sempre necessaria la realizzazione di un by-pass di manovra.

 

NB: a prescindere dalla tipologia di spurgo, essendo difficile modulare il flusso attraverso gli organi di intercettazione di linea è sempre necessaria la realizzazione di un by-pass di manovra.

 

 

Nelle fasi di progettazione, di scelta della metodologia e durante le operazioni di spurgo, NON possono essere trascurate le caratteristiche dei gas su cui andiamo ad oerare:

  • Aria --> Massa= 1,2928 kg/m³
  • Metano (CH4) --> Massa= 0,7174 kg/m³
  • Propano (C3H8) --> Massa= 2,005 kg/m³
  • Butano (C4H10) --> Massa= 2,7 kg/m³
  • Azoto (N) --> Massa= 1,25 kg/m³

 

APPRESTAMENTI NECESSARI A MIGLIORARE LA SICUREZZA

  • Nel caso vi sia la possibilità di transito di pedoni o vi siano attività commerciali, artigianali o industriali nei pressi del tubo di ventilazione valutare l'esigenza di concordare il fermo attività.
  • Nel casao sia realizzato in zone con presenza di traffico veicolare cercare di limitare o derivare il traffico.
  • Prestare particolare attenzione alle attività che possono determinare una elevata concentrazione di persone nei pressi del tubo di ventilazione.
  • Devono essere disponibili estintori di incendio, e se necessario autorespiratori; può essere opportuna, valutando il caso, la presenza di una squadra dei Vigili del Fuoco con autopompa.

 

OPERAZIONI PRELIMINARI

  • Dimensionamento del tubo provvisorio per lo spurgo.
  • Controllo delle condotte da spurgare:
    • accertamento risultati collaudi
    • accertamento corretta otturazione testate
  • Predisposizione opportuni mezzi anti incendio
  • Predisposizione collegamenti radio-telefonici tra le varie unità operative
  • Verifica efficienza apparecchiature e strumenti
  • Predisposizione continuità elettrica tra i vari tronchi di condotta
  • Controllo delimitazione e segnalazione delle aree interessate allo spurgo
  • Eliminazione della fiamme libere
  • Assicurare una disponibilità di gas inerte, in volume almeno doppio di quello teorico da spurgare (una bombola di Azoto N2 contiene 7,5 - 8 m³ di gas - colore ogiva: NERA)

Tubi di ventilazione (tubi di sfiato)

I tubi di ventilazione o tubi di sfiato:

  • Devono essere installati all'estremità a valle della condotta e/o di ogni diramazione.
  • Devono normalmente essere privi di dispositivi tagliafiamma (nel caso di ingenti quantità di gas possono essere usati con adeguate precauzioni idonei bruciatori).
  • Devono scaricare ad almeno 2,5 metri dal livello del suolo ed essere saldamente ancorati --> non si devono usare tubi realizzati con polimeri plastici.
  • Devono essere posizionati ad almeno 10 metri e sottovento rispetto ad eventuali fonti di innesco.
  • Devono essere posizionati in modo tale che il gas sfiatato non si diriga verso edifici o aqttività industriali.
  • Devono assicurare le portate di spurgo garantendo una pressione a monte degli sfiati di circa 20 mbar.
  • Deve essere dotato di una valvola di regolazione

Tubo di ventilazione

 

DIMENSIONI COMUNI DEI TUBI DI SFIATO/SPURGO (TUBO DI VENTILAZIONE)

DN tubi di rete ---> DN Ttubi provvisori per sfiato/spurgo

  • Ø80   ---> Ø25 mm = Ø1"
  • Ø100 ---> Ø25 mm = Ø1"
  • Ø150 ---> Ø50 mm = Ø2"
  • Ø200 ---> Ø50 mm = Ø2"

Spurgo con tampone (raschiatore)

SPURGO CON TAMPONE / MESSA IN GAS:

spurgo con tampone (raschiatore)


SPURGO CON TAMPONE / BONIFICA RETI


Lo spurgo con tampone (raschiatore):

  • si realizza procedendo come con il metodo dello spurgo indiretto;
  • deve continuare sino a quando il Direttore dei Lavori lo ritiene necessario e sufficiente; ultimata tale operazione la valvola di regolazione del gas inerte deve essere chiusa.

ATTENZIONE: il volume minimo di gas inerte che costituisce il tampone non deve essere mai inferiore al 10% del volume del tubo oggetto dello spurgo.

VOLUMI MINIMI DEL TAMPONE DI GAS INERTE - i valori sono espressi in m³

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

  

  

    

    

    

    

    

                                                                                                  

DN tubo mm da 250
a 500 m
da 500
a 1.000 m
da 1.000
a 1.500 m
da 1.500
a 2.500 m
da 2.500
a 5.000 m
da 5.000
a 10.000 m
100 spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto 8
150 spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto 9 18
200 spurgo indiretto spurgo indiretto spurgo indiretto 8 15 32
250 spurgo indiretto spurgo indiretto 8 13 25 50
300 spurgo indiretto 8 11 18 36 72
400 7 13 19 32 64 128
450 8 16 24 40 80 160
600 15 30 45 75 150 300

Se il diametro della condotta si discosta da quello indicato nel prospetto utilizzare il valore del diametro immediatamente più grande.


ACCERTAMENTO DELLO SPURGO (ARIA - GAS)

  • Strumenti di controllo (Esplosimetro dotato di più celle di misura):
    • rilevatore fughe gas
    • rilevatori di ossigeno
  • La tubazione si considera spurgata quando, rilevata una concentrazione di gas combustibile  > 90% in scala gas, la stessa viene confermata da altre due rilevazioni successive intervallate di almeno 5 minuti.
  • COntemporaneamente altrettanti rilevamenti di ossigeno dovrannoi evidenziare valori < 1%.

Spurgo diretto

Lo spurgo, seguendo questo sistema si realizza mettendo in contatto il gas con l'aria

Fase 1:

Spurgo diretto - fase 1

  • La condotta contiene solo GAS NATURALE
  • La valvola del tubo di ventilazione è chiusa

 

Fase 2:

Spurgo diretto - fase 2

  • Viene insufflata aria compressa
  • Si apre la valvola del tubo di ventilazione
  • Arie e GAS NATURALE vengono a contatto

 

Fase 3:

Spurgo diretto - fase 3

  • Viene verificato con esplosimetro che la condotta sia a 0% GAS NATURALE e 21% OSSIGENO
  • Si procede alla chiusura della valvola di ventilazione

 

Fase 4:

Spurgo diretto - fase 4

 

Lo spurgo diretto delle condotte:

  • è consentito solo per condotte senza diramazioni
  • per DN ≤ 63 mm (Ø 2") è consentito per qualsiasi lunghezza
  • per DN > 63 mm e ≤ 100 mm --> tratto max 250 metri
  • per DN > 100 mm e ≤ 150 mm --> tratto max 120 metri
  • per DN > 150 mm e ≤ 200 mm --> tratto max 70 metri
  • per DN > 200 mm e ≤ 250 mm --> tratto max 50 metri
  • per DN > 250 mm e ≤ 300 mm --> tratto max 30 metri
  • per DN > 300 mm --> DA EVITARE (difficoltà a mantenere le portate e le velocità minime richieste)

 

PRECAUZIONI:

  • Dimensionamento corretto della colonna e rampa di sfiato (tubo di ventilazione)
  • Verificare che la rete sia in grado di alimentare lo spurgo (ins. manometro)
  • Se collegati a reti MP installare un riduttore di pressione e manometri di controllo
  • E' poribito spurgare tramite la rimozione dei dispositivi di intercettazione

spurgo diretto delle tubazioni gas

A= manometro
B= dispositivo di intercettazione
C= raccordo elettrosaldabile (manicotto)
D= pezzo di collegamento
E= tubo di ventilazione
F= nuova condotta
G= tubo provvisorio per lo spurgo

 

ACCERTAMENTO DELLO SPURGO (Aria - Gas)

  • Strumenti di controllo:
    • rilevatore fughe gas
    • rilevatore di ossigeno
    • Esplosimetro dotato di più celle di misura
  • Rilevazioni concentrazione di gas successive sino al 90% di gas
  • Nr. 2 successive conferme della concentrazione (90" gas) intervallate di almeno 5 minuti
  • Ultima rilevazione ossigeno, la tubazione si considera spurgata se la concentrazione di ossigeno è > 0,5%

 

ACCERTAMENTO DELLO SPURGO (Gas - Aria)

  • Strumenti di controllo:
    • rilevatore fughe gas
    • rilevatore di ossigeno
    • Esplosimetro dotato di più celle di misura
  • Rilevazioni concentrazione di gas successive sino a valori < 10% L.E.L.
  • Rilevazioni concentrazione di ossigeno sino a valori < 10% ossigeno

 

PORTATE E VELOCITA' MINIME NECESSARIE AL FINE DI EVITARE STRATIFICAZIONE ALL'INTERNO DELLE CONDOTTE

Diametro nominale
del tubo
mm
Velocità minima
di spurgo
m/s (max 20 m/s)
Portata
minima
m³/min
150 0.6 0.7
200 0.7 1.4
250 0.8 2.4
300 0.9 3.9
450 1.0 9.6
600 1.2 20.4
900 1.5 60
1200 1.7 120

Se il diametro della condotta si discosta da quello indicato nel prospetto si deve utilizzare il valore del diametro immediatamente più grande.

 

Spurgo indiretto

spurgo indiretto

  • I tubi provvisori per lo spurgo (gas e gas inerte) devono essere collegati alla condotta più vicino possibile, sia tra di essi che al punto di intercettazione.
  • Collegare tramite un R.P. (riduttore di pressione) il tubo provvisorio per il gas inerte alle bombole
  • Installare manometri:
    • sulla condotta gas in esercizio
    • in prossimità del collegamento alla condotta del tubo provvisiorio del gas inerte
    • in prossimità dello sfiato (tubo di ventilazione)
  • Tutte le valvole sui tubi provvisori (gas - gas inerte - sfiati) devono rimanere chiuse sino a quando il Direttore dei Lavori non darà inizio alle operazioni.

spurgo indiretto 2


ACCERTAMENTO DELLO SPURGO ARIA - GAS

Si deve mettere un tratto di condotta in esercizio

1a fase: ARIA - GAS inerte

  • Strumento di controllo: rilevatore di ossigeno
  • La condotta si considera spurgata dall'aria quando nr. 2 successive conferme di concentrazione di ossigeno, intervallate di almeno 5 minuti, evidenziano valori < 1%

2a fase: GAS inerte - GAS combustibile

  • Strumento di controllo: rilevatore di gas (selezionato in scala 0 - 100% gas)
  • La condotta si considera spurgata dal gas inerte quando nr. 2 successive conferme di gas combustibile, intervallate di almeno 5 minuti, evidenziano valori > 90%

ACCERTAMENTO DELLO SPURGO GAS - ARIA

Si deve spurgare un tratto di condotta in esercizio

1a fase: GAS - GAS inerte

  • Strumento di controllo: rilevatore di gas (scala L.I.E.)
  • La condotta si considera spurgata dal gas combustibile quando nr. 2 successive conferme di concentrazione di gas combustibile, intervallate di almeno 5 minuti, evidenziano valori < 10% del L.I.E.

2a fase: GAS inerte - ARIA

  • Strumento di controllo: rilevatore di ossigeno
  • La condotta si considera spurgata dal gas inerte quando nr. 2 successive conferme di gas combustibile, intervallate di almeno 5 minuti, evidenziano valori > 20%

PORTATE E VELOCITA' MINIME NECESSARIE AL FINE DI EVITARE STRATIFICAZIONE ALL'INTERNO DELLE CONDOTTE

Diametro nominale
del tubo
[mm]
velocità minima
di spurgo
[m/s] (max 20 m/s)
Portata
minima
m³/min
150 0.6 0.7
200 0.6 1.2
250 0.6 1.8
300 0.6 2.6
450 0.6 5.8
600 0.6 10.2
900 0.6 22.9
1200 0.6 40.7

Se il diametro della condotta si discosta da quello indicato nel prospetto utilizzare il valore del diametro immediatamente più grande.

V) INTERVENTI SU DERIVAZIONE DI UTENZA SENZA SOSPENSIONE DELLA FORNITURA AI CLIENTI FINALI

INTERVENTO DI MANUTENZIONE ORDINARIA O STRAORDINARIA DI UNA DERIVAZIONE DI UTENZA

Le procedure di ripristino della fornitura previste dalla norma UNI 9860 edizione 2006 sono particolarmente complesse e difficili da realizzare, inoltre gli adempimenti previsti dalla AEEG in merito alla sostituzione o risanamento di condotte, comportano l'esigenza di trasferire le derivazioni di utenza, dalla vecchia alla nuova condotta.


CONDUZIONE E MANUTENZIONE

Identificazione
L'esercente deve disporre di un sistema di identificazione che consenta la localizzazione degli impianti di derivazione di utenza, per la parte interrata sul suolo pubblico. Per gli impianti esistenti, ogni volta che si interviene su questi con modifiche sostanziali, si deve predisporre o aggiornare il sistema cartografico.

Pronto intervento
Viene sostanzialmente ribadito quanto sancito in merito nel Testo Integrato della deliberazione AEEG n. 168/04.

Lavoro su DU
L'esercente deve dare, direttamente o tramite eventuale organismo di coordinamento, una preventiva comunicazione ai gestori degli altri sottoservizi, richiedendo un loro eventuale coinvolgimento per l'identificazione del posizionamento; il personale deve essere formato ed informato dei rischi connessi con l'attività svolta; in caso di interruzione dell'erogazione devono essere informati gli utenti interessati e garantite le condizioni di sicurezza.

Lavori di terzi
Al fine di minimizzare i rischi di danneggiamento degfli impianti gas interrati è opportuno che venga rispettato quanto prescritto dalla norma UNI 10756.

Ricerca preventiva dispersioni
L'esercente deve, in occasione della ricerca preventiva organizzata sulle condotte, prevedere ispezioni sull'organo di presa e nelle immediate vicinanze di quest'ultimo.


RISANAMENTO

Per ripristinare le normali funzionalità di un impianto esistente ed in particolare per riassicurarne la tenuta nel tempo, possono essere utilizzate, in alternativa alle sostituzioni, opportune tecniche speciali (per esempio idonee resine sigillanti o sistemi equivalenti, intubamenti con o senza innalzamento delle pressioni, etc.)


INTERRUZIONE E RIATTIVAZIONE DEL SERVIZIO

L'interruzione e la riattivazione del servizio possono essere:

  • Programmati con preavviso:
  • informazione preventiva agli utenti interessati
  • riattivazione del servizio in condizioni di sicurezza (*)
     
  • Non programmati senza preavviso:
    • infirmazione agli utenti presenti interessati
    • riattivazione del servizio in condizioni di sicurezza (*)

(*) Completato l'intervento, dopo aver chiuso i rubinetti dei gruppi di misura di ogni utente servito a valle dell'interruzione, deve essere controllata la tenuta (soluzione tensioattiva o similare) delle giunzioni interessate dall'intervento e delle giunzioni filettate immediatamente a monte e a valle.
---> Nel caso di assenza di uno o più utenti deve essere effettuata la verifica della tenuta dell'impianto (minimo 10 minuti) alla pressione di esercizio.


VERIFICA DELLA TENUTA DELL'IMPIANTO

  • Esito positivo: viene riattivata la fornitura, dopo aver controllato la tenuta delle giunzioni interessate dall'intervento di collegamento dell'apparecchiatura utilizzata per effettuare la prova di tenuta stessa e lasciando una corretta informativa agli utenti assenti.

Riattivazione del servizio
Completato l'intervento, il personale operativo, dopo essersi accertato dell'effettiva chiusura della valvola del gruppo di misura di ogni utente servito a valle dell'interruzione, provvede a riattivare il servizio, controllando, mediante soluzione tensioattiva o sistemi equivalenti, la tenuta delle giunzioni filettate, immediatamente a monte e a valle di queste ultime.

  

Il personale operativo provvede quindi, ad avvisare gli utenti dell'ultimazione dei lavori e dell'avvenuto ripristino del servizio, lasciando un'informativa, per gli utenti assenti, in cui deve essere riportatala data e l'ora di riattivazione del servizio e devono essere indicate le modalità per una corretta riattivazione degli apparecchi utilizzatori.

  

In caso di verifica della tenuta con esito positivo, il personale operativo provvede a riattivare la fornitura, avvisando gli utenti presenti dell'avvenuto ripristino del servizio e lasciando un "informativa di mancata riattivazione del servizioe di irregolarità dell'impianto interno" per gli utenti assenti. Laddove la diramazione sezionata interessa più utenti, quelli presenti devono essere informati della mancata riattivazione.

  • Esito negativo: dopo aver accertato ulteriormente l'effettiva chiusura delle valvole dei gruppi di misura presso gli utenti presenti, vengono intercettate le diramazioni di utenza degli utenti assenti e viene ripetuta la prova di tenuta.
    In caso di ulteriore esito negativo: il personale operativo deve comunque procedere all'identificazione ed alla eliminazione dell'anomalia sull'impianto esterno di derivazione di utenza.

Intervento tipo

Si utilizzano macchine microtamponatrici per interventi su derivazioni di utenza senza sospensione della fornitura.

Questa soluzione consente di evitare disservizi alla clientela e limitare gli interventi di ripristino della fornitura che risultano molto complessi e di lunga durata, in particolare per gruppi di misura non facilmente accessibili.